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Dal 16 maggio al XXVI Salone internazionale del libro saranno presenti ventotto case editrici per raccogliere la sfida lanciata da un mercato in continua trasformazione.

Ventotto case editrici, un ricco cartellone di eventi e uno stand di 75 metri quadri targato Sardegna (Aes e Regione sarda). L’Associazione editori sardi rinnova la sua presenza al XXVI Salone internazionale del libro che si apre giovedì 16 maggio a Torino. Lo fa con una missione ben precisa: portare al Lingotto le istanze di innovatività di un mercato sardo costretto, come altre realtà produttive, complice la cattiva congiuntura, a segnare il passo. Torino sarà dunque, per la rete di editori riuniti sotto il marchio AES, una meta irrinunciabile, una ghiotta opportunità per raggiungere obiettivi di promozione culturale, visibilità e inserimento in un contesto di mercato pur caratterizzato da grandi numeri e da altrettante scelte di strategie aziendali; in uno scenario assetato e ribollente di novità ma costantemente alle prese con la crisi finanziaria e le trasformazioni politiche e identitarie del pianeta.
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Per secoli le donne sono state escluse dalla sfera pubblica. Nonostante il progresso e le conquiste ottenute grazie ai fautori dell’uguaglianza dei diritti nel corso della storia, negli Stati Uniti, che insieme alla Gran Bretagna hanno rappresentato la culla del movimento femminista, le donne sono ancora sottorappresentate nei ruoli pubblici e politici di rilievo, come quelli di senatore o governatore di uno stato e, in particolare, quello di Presidente che appare ancora inaccessibile al genere femminile. Questo libro si propone di esplorare il rapporto intricato e complesso tra le tematiche linguistiche, politiche e di genere
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 Il drammatico esito di una rapina avvenuta 35 anni fa, ha portato l’autore di questo libro a scontare una condanna all’ergastolo. Non capita sovente di soffermarsi a pensare alla vita all’interno delle strutture carcerarie. Si parla spesso di quello che è successo prima, delle cause che portano alla detenzione e talvolta di quello che c’è dopo, ciò che aspetta un detenuto una volta scontata la pena. Si tende però a ignorare tutto quanto si trova in mezzo, la vita di quelle persone che la società giudica colpevoli e meritevoli della privazione della libertà.
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Questo libro è dedicato ad Absa, Carlo e Sara e a tutti i nostri “piccoli” e “grandi” pazienti che ogni giorno lottano contro la sofferenza… e dai quali molto spesso abbiamo imparato molto più di quanto siamo riusciti a dare.
Vogliamo raccontare e condividere la nostra storia con tutti quelli che come noi hanno vissuto la stessa esperienza di vita: quella di una cardiopatia congenita...
Queste o simili parole danno voce a tutte le venticinque storie di questo libro. Storie d’amore, cronache di sofferenza, diario di stagioni di vita spesso appena sbocciata e già chiamata a dar prova di coraggio e volontà, racconti di sogni e di speranza, testimonianze di volontà erette a muso duro di fronte alla sorte maligna, prove di tenacia a dimostrare che i draghi cattivi possono essere sconfitti anche quando vivere si scopre un mestiere arduo, difficile, infido.
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La torre dell’Elefante fu progettata e costruita a Cagliari nel 1307 e insieme alla sua "gemella" di San Pancrazio serviva come baluardo difensivo per i numerosi attacchi genovesi e moreschi. In epoca spagnola vennero utilizzati anche come carceri. Nel 1383 alla morte di Ugone 3º sua sorella Eleonora prese la reggenza del Giudicato di Arborea. Suo marito Brancaleone Doria cercò di trattare con il re di Spagna Pietro il Cerimonioso la resa di alcuni territori occupati da Ugone. Il re lo arrestò e lo fece rinchiudere prima nella torre di san Pancrazio
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Il libro “Ammentos e faeddos de Cuglieri. Ricordi, modi di dire e parole da conservare”, di Francesco Luigi Sotgiu, Aipsa edizioni 2012, 181 pagine, €20, è un’opera difficilmente classificabile come genere, a cavallo tra saggistica e letteratura. La prima parte, Ammentos, è caratterizzata da una scrittura piana e lineare:nello svolgersi del racconto l‘autore introduce alcune riflessioni e considerazioni che non alterano il ritmo narrativo e non disturbano la lettura. Sotgiu è nato a Cuglieri nel 1949 e racconta vicende del suo paese di origine sino alla metà degli anni ’70 quando, dopo gli studi universitari a Cagliari, decide di stabilirsi nel capoluogo. La narrazione è articolata in un centinaio di capitoletti, strutturati attraverso un doppio ordinamento, cronologico e alfabetico, e suddivisi nei tre periodi della sua vita: pizzinnu, piccioccu, omine, bambino, ragazzo e uomo, A titolo di esempio si riportano tre dei primi capitoletti.
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Quest'opera è il frutto di un lungo lavoro bibliografico e documentale sull’evoluzione del genere Cervus, dalle origini asiatiche all’Isola di Sardegna, attraverso un lungo viaggio evolutivo, che termina nelle selvagge foreste della nostra isola, conservato nei millenni, quasi prossimo all’estinzione negli anni ottanta. Oggi il cervo sardo rivive grazie ad una fruttuosa campagna di salvaguardia e ripopolamento. Quale sarà il futuro di questa specie?
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Nell’ambito del lavoro di un Laboratorio avviato alcuni anni fa sul senso e il valore delle parole, raccogliendo il messaggio di Simone Weil e condividendo con lei l’urgenza di screditare le parole vuote, in questo tempo di crisi e aspri conflitti, siamo tornate alla parola femminismo, non perché segnata da diverse interpretazioni, ma per le sue attuali pesanti cadute di senso.
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