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AESnews / Press / 6 Feb 09

Canale Press

Venerdì 6 Febbraio 2009
Documento dell’AES ai candidati alla presidenza della Regione Sardegna
CARISSIMO CANDIDATO PRESIDENTE...
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L'Associazione Editori Sardi ha stilato un documento che ha trasmesso a tutti i candidati alla presidenza della Regione Sardegna.
Nel documento i rappresentanti dell'Aes sollecitano un incontro per illustrare le ragioni delle difficoltà che affliggono il comparto, le importanti istanze della categoria e le speranze riposte nei confronti del prossimo governo regionale.

Ecco il testo del Documento:
Documento dell’AES Associazione Editori Sardi ai candidati alla presidenza della Regione Sardegna
Elezioni Regionali: Febbraio 2009

Il comparto editoriale
L’AES rappresenta il 90% degli editori che operano in Sardegna e ha come scopo quello di tutelare i soci e promuovere l’editoria sarda. Il comparto ha ricadute importanti sul piano dell’occupazione (con l’indotto che comprende oltre 1000 addetti), favorisce l’inserimento nel mercato del lavoro dei giovani neolaureati, promuove nuovi autori e nuovi studi, valorizza la produzione intellettuale e culturale della nostra Isola. Sul piano della valorizzazione della nostra lingua, della nostra cultura, della nostra letteratura, dei saperi locali, gli editori sardi svolgono un ruolo importante e insostituibile.
Il comparto vive un momento difficilissimo per effetto di debolezze strutturali croniche (scarsità di capitali, mercato insufficiente, scarsa distribuzione) e per effetto della grave crisi che ha colpito l’economia, crisi che ha pesanti ricadute in ambito locale.
Il comparto si è trovato ad affrontare questi problemi privo di sostegni adeguati da parte della Regione Sardegna nonostante sia tuttora in vigore la Legge Regionale n. 22 del 1998.
Pur con tutte le difficoltà gli editori comunque continuano ad investire in conoscenza ed innovazione potenziando il know how e migliorando notevolmente la qualità delle produzioni e la progettualità.

Assistenzialismo o sostegno?
In questi ultimi anni la Giunta regionale uscente ha spesso giustificato le proprie scelte, ivi compresi i drastici tagli di bilancio all’editoria, con la necessità di superare l’assistenzialismo. Premesso che anche noi siamo contrari agli interventi a pioggia, dobbiamo però ricordare che gli editori hanno sempre rifiutato questa accusa in quanto le politiche assistenzialistiche hanno operato nel passato, in tutti i settori e non solo nel settore editoriale, ma dal 1998 con l’approvazione della Legge n. 22, è cambiato tutto: si è trattato, infatti, di sostegno: sostegno alle imprese, alla progettualità, alla promozione e alla diffusione del libro sardo. Peraltro si deve dire che la Legge 22 è stata presa a modello da altre regioni italiane per la elaborazioni di nuovi provvedimenti legislativi.
In questi ultimi mesi l’aggravarsi della crisi economica e finanziaria globale ha spazzato via l’idea del mercato che si autoregola, che premia le imprese virtuose, riproponendo con forza la necessità di politiche di sostegno pubblico per favorire la coesione sociale, l’occupazione, l’innovazione. In generale ci preme sottolineare che la finalità principale dell'intervento dovrebbe essere la salvaguardia delle agenzie di produzione culturale nell'isola.

Animazione o promozione?
In questi ultimi anni si sono imposte, anche grazie al sostegno degli enti pubblici e a forti campagne mediatiche, attività di animazione culturale come festival letterari, presidi del libri, forum; iniziative interessanti ed utili ma che hanno finito per sovrapporsi in tutto o in parte alle iniziative di promozione e di crescita culturale che insistevano nel territorio grazie all’impegno costante e tenace di operatori delle strutture culturali come case editrici, biblioteche, scuole, associazioni.
Gli osservatori più attenti hanno messo in evidenza che le attività di animazione sono utili per motivare chi già legge e partecipa alle attività culturali, mentre le attività di promozione si rivolgono a quegli strati di popolazione che non leggono e sono esclusi dalle attività culturali (lettura, cinema, teatro, musica, arte).
Non appare utile perciò fare confusione tra due realtà diverse e non appare coerente che le istituzioni pubbliche investano la quasi totalità delle risorse a favore di attività di animazione abbandonando a se stessi interi territori e grandi fasce di popolazione.
La confusione può addirittura portare a snaturare e a svuotare di contenuto manifestazioni come la Mostra del libro di Macomer o interventi come la partecipazione della Sardegna alla Fiera del Libro di Torino. La mostra di Macomer gestita da librai e da agenti letterari invece che dagli editori è quanto di più anacronistico si possa immaginare. Così pure per quanto riguarda Torino.

Le proposte dell’AES
Al Nuovo Consiglio Regionale e al nuovo Presidente della Regione l’AES propone
Sul piano del metodo:
- di reintrodurre la concertazione con le associazioni degli operatori di settore. Noi non neghiamo che la Regione svolga un ruolo di indirizzo, chiediamo che le decisioni non siano calate dall’alto senza alcun dialogo con gli operatori del settore e che l’amministrazione pubblica svolga un ruolo di sintesi dopo essersi confrontata con gli operatori del settore. Chiediamo al potere pubblico, di cui rispettiamo l’autonomia, di riconoscere l’autonomia della cultura.
- di ridurre drasticamente gli interventi discrezionali a favore di singoli editori. Per non alterare gli equilibri di mercato è necessario porre in essere politiche per tutti. Solo se sono operanti queste politiche gli eventuali singoli interventi, che devono comunque avere carattere di eccezionalità, non causeranno squilibri di mercato.
Sul piano dei contenuti:
- di attuare nelle sue parti fondamentali la Legge Regionale 22/98 dotandola di adeguati fondi. In particolare si propone di riconoscere il rimborso per materie prime e servizi per colmare lo svantaggio dell’insularità; di sostenere la progettualità delle imprese favorendo la creazione di consorzi e sostenendo gli investimenti in innovazione tecnologica; di favorire l’aggiornamento degli operatori attraverso la formazione professionale; di favorire la diffusione delle opere edite in Sardegna fuori del territorio regionale attraverso sostegni alla distribuzione e alle promozione;
- di avviare in concerto con l’AES lo studio per l’approvazione di una nuova legge sull’editoria più agile, più efficace, in linea con i tempi e le nuove esigenze. In particolare va affrontato il nodo - sempre più centrale a nostro avviso - della distribuzione sia in ambito locale che nazionale. Il nodo della promozione attraverso la partecipazione degli editori alle fiere del libro; Il nodo della internazionalizzazione aiutando le imprese a consolidare le strutture e a potenziarle per intensificare gli scambi editoriali con l’estero (sostegno alle traduzioni);
- di favorire la diffusione del libro sardo nelle scuole e nelle biblioteche confermando lo stanziamento di euro 500.000 annui ma modificando le modalità di attuazione della misura, privilegiando il rapporto diretto tra gli editori, riuniti in consorzio, e le scuole e le biblioteche. L’obiettivo dovrebbe essere quello di costituire e incrementare il fondo sardo nelle strutture. I libri pubblicati dagli editori italiani, a nostro avviso, devono essere esclusi da questo specifico provvedimento.
- di incentivare con specifiche misure la presenza costante di uno scaffale sardo nella rete delle librerie indipendenti e delle librerie di catena di tutta la Sardegna, ivi comprese le librerie presenti negli aeroporti.
- di sfruttare le potenzialità della digital library attraverso due interventi correttivi: introdurre elementi di progettualità evitando raccolte casuali di testi e documenti e ricondurre lo sviluppo dell’editoria elettronica e digitale nella sede naturale (il sistema bibliotecario pubblico) assicurando il pieno rispetto delle leggi sul diritto d’autore e il principio di pari opportunità per tutti i soggetti del mercato editoriale.

I rappresentanti dell’Associazione Editori Sardi si auspicano vivamente di poterLa incontrare quanto prima per poterLe esporre le importanti istanze della categoria, prima fra tutte la revisione e il rilancio della Legge Regionale n.22/98 sull'editoria libraria. Facendo affidamento sulla sensibilità da Lei sempre dimostrata nei confronti di un importante comparto che opera da tempo con grande impegno sia sul piano economico che culturale, Le porgiamo i nostri più cordiali saluti e i migliori auguri per un positivo esito della Sua campagna elettorale.

Il Presidente Aes
Ivan Botticini

 
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