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Canale Press

Giovedì 18 Febbraio 2010
Roma, mercoledì 17 febbraio 2010
CENTRO PER IL LIBRO E LA LETTURA
Obiettivi, programmi, attività e metodi per il primo triennio
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Obiettivi, programmi, attività e metodi per il primo triennio del Centro per il Libro e la Lettura sono stati presentati a Roma dal nuovo Presidente Gian Arturo Ferrari, alla presenza dei Ministri Sandro Bondi (Beni e Attività Culturali), Mariastella Gelmini (Istruzione Università e Ricerca), Giorgia Meloni (Gioventù) e del sottosegretario di stato alla Presidenza del Consiglio Paolo Bonaiuti.
Il Centro per il Libro e la Lettura, istituito dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali, si occupa di far circolare e crescere la cultura del libro e la diffusione della lettura in Italia e di promuovere gli autori italiani anche all’estero.

In Italia, a 150 anni dall’unità nazionale, si calcola che i lettori siano il 38%, sul totale della popolazione di età superiore ai 14 anni (dati Ipsos 2007). Nella piramide della lettura si parte, infatti, dal vertice con un 0,4% di persone che legge più di 20 libri all’anno per arrivare alla base con una fascia debole (15,2% con 3-5 libri all’anno) e una debolissima (14,8% con 1-2 libri). Negli ultimi anni, inoltre, le differenze tra lettori, basate sul livello di istruzione e sulla classe socio-economica, si sono accentuate.

I lettori saltuari sono il 30%, 15 milioni di persone, mentre i lettori abituali sono l’8% che corrisponde a 4 milioni di veri lettori.

“Il mio obiettivo - dichiara Gian Arturo Ferrari – è di allargare la base di lettura conferendo valore sociale al libro. Ci siamo prefissi di passare nell’arco di un decennio dall’8% di lettori abituali adulti, al 10%. In programma anche altre mete che possiamo considerare secondarie (non perché di minor valore ma solo perché sono meno urgenti e drammatiche) legate alla “cultura del libro”, cioè, alla salvaguardia e alla tutela del mondo del libro in tutte le sue espressioni”.

In Italia il mercato dei libri è forte, ma la lettura è debole, caratterizzata da un esiguo numero di lettori e da una progressiva apertura della forbice tra svantaggiati e avvantaggiati.
La lettura in Italia non risponde ancora ai parametri di una moderna democrazia, per la mancanza di valore sociale della lettura che si accompagna ad una scarsa competitività del paese. Lo scopo primario del Centro per il libro è quello di affrontare e porre rimedio a questa situazione. Tradotto in cifre significa raggiungere entro dieci anni il 50% di lettori (ad oggi sono il 38%).
“Va da sé che gli obiettivi si raggiungano con programmi e progetti – spiega Gian Arturo Ferrari - per ora ne sono stati preparati cinque, ai quali si aggiunge un’indagine finale a verifica dei consumi reali degli italiani”.

I progetti si articoleranno su tutto il territorio nazionale con caratteristiche molto differenti fra loro tenendo conto del tessuto socio-culturale in cui si realizzeranno. La parola d’ordine è policentrismo. Anche se il Centro per il libro è uno solo, le attività in programma si svilupperanno principalmente in città non capoluogo di provincia, coinvolgendo tutte le strutture culturali di ogni singola realtà territoriale.

Tre sono i programmi finalizzati ad aumentare il numero di lettori e favorire l’intensificazione della lettura nelle fasce più deboli:

Programma 1

Non esistono precedenti cui rifarsi per incrementare il numero dei lettori in un paese, di conseguenza, bisogna COSTRUIRE un modello di promozione della lettura su scala provinciale applicabile successivamente a tutto il territorio nazionale. Questo primo programma vuole essere una procedura sperimentale, una sorta di laboratorio di ricerca. Un processo, questo, che si divide in tre anni.
Il primo anno sarà dedicato allo studio e alla scelta del campione, alla costituzione dei gruppi di intervento e ai collegamenti con le varie Università. Il secondo anno prevede l’attuazione delle singole iniziative. Infine, durante il terzo anno si valuteranno gli esiti e si costruirà un modello e si verificherà il funzionamento del modello.
Si lavorerà su tre province (Nord, Centro, Sud), più quelle che volontariamente vorranno partecipare. Non saranno né capoluoghi di provincia né province a dominanza universitaria.
Il focus di questo primo programma è stato individuato nei bambini e ragazzi di età inferiore ai 14 anni che corrispondono a 4,7 milioni. I motivi sono semplici: loro sono il futuro, i genitori sono più disposti ad investire per i figli e, inoltre, il mercato per ragazzi e fortemente arretrato. Su questo punto, l’Italia è il fanalino di coda (con il 6%) dopo Spagna e Francia.

Programma 2

Il concept di questo programma, che mira a dare al libro un valore socialmente apprezzabile, prevede di donare gratuitamente libri di buona qualità, che gli editori eliminano, alle situazioni più svantaggiate (ospedali, case per anziani, piccole scuole, biblioteche di piccoli centri, carceri…). Il libro come cura della solitudine, fisica sociale, spirituale. Sarà effettuato un censimento per le disponibilità dei libri e un censimento delle destinazioni per avere l’esatta corrispondenza tra i due insiemi.

Programma 3

Con lo scopo di familiarizzare al libro e attribuirgli un valore affettivo è prevista una campagna di comunicazione, concentrata in una settimana che, in collaborazione con AIE (Associazione Italiana Editori), culminerà nella giornata di domenica 23 maggio, dove tutti saranno invitati a regalare un libro a coloro cui si vuol bene. Un’operazione che durerà nel tempo, almeno 5 anni, in modo da creare, con un appuntamento fisso, l’abitudine a donare un libro.

Due i programmi per promuovere la cultura del libro:

Programma 4

In questa fase (che rientra nella parte dedicata alla cultura del libro) si punta a dare agli autori e alle opere italiane la presenza internazionale che oggi non hanno, con il finanziamento della traduzione di libri italiani all’estero, a fronte di un concreto contratto di un editore straniero. Si lavorerà in coordinamento con le parallele iniziative del Ministero degli Esteri.

Programma 5

Ha lo scopo ambizioso di fare dell’Italia la sede internazionalmente riconosciuta di riflessione approfondita e di elaborazione sulla cultura del libro. Si organizzerà un appuntamento annuale di studio e confronto sui temi di frontiera, sull’evoluzione e sul futuro del libro con esperti internazionali di altissimo livello. L’ipotesi della sede è Torino, in futuro alla Reggia di Moncalieri, nel mese di ottobre.

Altri programmi integreranno le attività ordinarie già svolte dal Centro:

Programma 6

Rilevazione Nielsen - Per poter costituire un’unica autorevole fonte di dati sul mondo dei libri, è indispensabile procedere con rilevazioni dell’acquisto reale dei libri da parte delle famiglie italiane Le ricerche fatte fino ad oggi si sono basate su dichiarazioni di singole persone risultando essere del tutto aleatorie. Le nuove rilevazioni saranno invece fondate su dati reali d’acquisto, che saranno integrati con Nielsen Bookscan /rilevazione delle vendite) e con i dati di fatturato mensile delle case editrici.

Programma 7

Il Centro sarà infine un punto di riferimento per rappresentare gli interessi del mondo dei libri nelle sedi istituzionali, anche con riguardo ai provvedimenti legislativi: prezzo del libro; perequazione tra Iva libri e IVA quotidiani e periodici; perequazione Iva tra libri di carta e libri elettronici; riforma del trattamento fiscale del diritto d’autore.

Per quanto riguarda costi e finanziamenti, il Presidente Gian Arturo Ferrari punta alla collaborazione fra pubblico e privato. E anche ad una forma di autofinanziamento. A tal proposito sarà costituita l’Associazione Farenheit 451 attraverso la quale i privati potranno fare le proprie donazioni con la speranza di riuscire a finanziare, con il tempo, tutto il progetto. Un gesto di generosità e un’assunzione di responsabilità personale da parte delle persone economicamente più fortunate.

Dal sito dell'AIE - sezione news.
Link:>>> www.aie.it

 
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